Frutta e verdura di stagione

Fagioli borlotti

Di stagioneLa raccolta va da luglio ad ottobre
Nome completoPhaseolus vulgaris
FamigliaLeguminosae
Proprietà principali– Regola la glicemia
– Aiuta a ridurre il colesterolo
– Regola le funzioni intestinali
SeminaDa fine marzo a giugno/luglio
Maggior produttore mondialeIndia
Valori nutrizionali
Apporto calorico: circa 130 cal per 100 g
Contengono glucodrine
Contengono lisina
Contengono lecitina
Vitamine: A, B, C ed E
Ricco di Calcio (Ca), Ferro (Fe), Potassio (K) e Fosforo (P)

Nutrizione

I fagioli borlotti sono legumi sostanziosi e pieni di nutrienti, ottima fonte di energia per i mesi autunnali ed invernali. Come tutti i legumi, sono gli alimenti di origine vegetale più ricchi di fibre e proteine. Contengono le glucodrine, molecole efficaci nel controllo della glicemia.

Le proteine presenti nei borlotti contengono solo alcuni amminoacidi essenziali, tra questi il più abbondante è la lisina. Per assumere gli amminoacidi di cui i legumi sono carenti, come cisteina e metionina, è necessario assumerli con i cereali integrali.

La lecitina contenuta all’interno dei fagioli borlotti aiuta a regolarizzare i livelli di colesterolo nel sangue. Questo fosfolipide è un grasso essenziale utilizzato anche nella prevenzione di disturbi della memoria quali Alzheimer e demenza.

Curiosità!

Varietà

Esistono circa 300 varietà diverse di fagioli al mondo, di cui circa 60 sono adatte al consumo alimentare. Tra i più famosi troviamo il borlotto, il bianco di spagna, il rosso, il cannellino, il fagiolo dall’occhio, gli azuki giapponesi, i fagioli neri e quelli toscani.

Da dove vengono?

I borlotti sono una varietà originaria dell’America del Sud. Venivano consumati in Italia già ai tempi dei Romani: allora si trattava di un alimento di importazione. Fu solo dopo Cristoforo Colombo che ebbe inizio la coltivazione in Europa. In Italia, il borlotto è il tipo di fagiolo più coltivato.

Lo sapevi che…

I fagioli in epoca romana venivano consumati dal popolo e Virgilio li chiamava “vilem phaseulum” perché troppo comuni – e perciò indegni – per le famiglie illustri.
Nel Medioevo divennero simbolo cristiano di continenza e umiltà.

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