La motivatrice e i meandri della mente

Cronache di una giraffa pt. 4

Oggi è una bella giornata per me.

Non dovrei dirlo, ma uno dei motivi è che ho finalmente pubblicato lo speciale di settembre: questo è un dietro-le-quinte scomodo da comunicare e di autocritica, ma che serve da lezione.
Non so voi, ma io tendenzialmente sono peggio di Hitler quando devo valutarmi in una situazione in cui non mi sono dimostrata all’altezza delle mie aspettative.

Ho passato la giornata di mercoledì a rimproverarmi, ma poi ho sgridato il lato dittatoriale che è in me perché così non ha senso nulla: invece di servire a migliorare, quei modi danno come risultato un senso di colpa e di inadeguatezza che abbassa l’autostima e toglie energie… quelle stesse energie che invece sarebbe utile investire nell’imparare dall’esperienza vissuta!

Oggi inizio dunque con una ramanzina a me stessa, ma lo faccio in quello quello che penso sia il modo corretto di insegnare a me stessa una lezione.

“Stai andando bene, quel pezzo è ben riuscito: vario nei temi toccati e preciso nei contenuti. Bel lavoro!
Però è uscito troppo tardi, così l’obiettivo è raggiunto solo a metà perché alle persone interessa leggerlo a inizio mese, non più di due settimane dopo.
Ma va bene, perché da adesso partirai con anticipo nella ricerca delle informazioni, troverai il tuo metodo, un iter funzionale e proficuo e la prossima volta il risultato atteso sarà in linea.”

IO.

Praticamente la motivatrice personale di me stessa, che esalta i punti di forza e sottolinea le criticità su cui lavorare. Ecco, dovremmo farlo più spesso nella vita.

Oltre alle ramanzine, penso sia bene anche saper dire grazie.
A sé stessi – cosa per niente scontata – ma anche agli altri, a quelle persone che sono con noi e ci sostengono, ci aiutano, ci spalleggiano nei nostri progetti. Ecco oggi ho deciso di fare due ringraziamenti che riguardano questo sito web.

Il primo megagrazie va alla web designer migliore del mondo, Marcella, che sviluppa dei siti meravigliosi con una professionalità pazzesca. La trovate in fondo ad ogni mia pagina con il suo nome d’arte, Kikiblau. Passate a trovarla!
Un altro grazie davvero sentito va a Giulia Di Caro, la mia fotografa d’eccezione: una ragazza fatta di risate e con una vera passione per gli scatti. Passate a trovare anche lei!

Quando ho capito di voler parlare di scienza nella vita, mi sono saltate alla mente almeno un milione di domande.

  • Come faccio a rendere semplice qualcosa di complicato?
  • Qual è il metodo giusto per insegnare qualcosa in modo divertente e senza dare l’impressione di star frequentando una non richiesta lezione universitaria?
  • In che misura queste nozioni verranno ricordate da chi mi ascolta?

Così ho pensato alla mente umana, alla sua memoria e a come funziona.

La memoria media le nostre interazioni col mondo.

Quando facciamo un’esperienza, gli stimoli sensoriali vengono elaborati non da una, ma da diverse aree del nostro cervello. Un suono, ad esempio, viene registrato nella corteccia uditiva, mentre la sensazione di paura da una piccola area chiamata amigdala, che si trova in una porzione al centro del cervello.Le aree coinvolte sono parecchie, ma alla fine la parte del cervello che combina tutti gli elementi registrati è una sola: il lobo mediale temporale, all’interno del quale si trova l’ippocampo.

Quando si rivive un’esperienza, il lobo mediale temporale aiuta a rimettere insieme tutti gli elementi coinvolti nel ricordo. Capite bene che i ricordi non sono dunque mai davvero precisi, qualche dettaglio si perde col tempo ed altri vengono modificati.
Quando si tratta di un’esperienza personale, alcuni elementi aiutano a ricordare in maniera più efficace.

Uno di questi è l’emozione.

Le emozioni vengono elaborate dall’amigdala, una delle aree più antiche del cervello – evolutivamente parlando – che influenza l’ippocampo e lo aiuta a fissare meglio i dettagli del momento in cui quell’emozione viene vissuta.

Non possiamo ricordare tutto, questo è un dato di fatto, per cui capita di frequente che la nostra mente sopperisca al limite di spazio utilizzando conoscenze pre-esistenti: pregiudizi, esperienze o convinzioni pregresse ci tornano utili per riempire i vuoti di memoria. Così è più semplice. Falsato, ma più semplice.

Grazie a queste conoscenze ho capito perché mi ricordo meglio le esperienze vissute provando gioia, stimoli nuovi ed elettrizzanti, paura, tristezza. Ho riflettuto e compreso meglio come funzionano le grandi strategie di marketing e le campagne di comunicazione.

Di conseguenza, ho capito che avrei parlato di scienza cercando di suscitare emozioni, così sarebbe stato più semplice ricordare ciò di cui parlo per chi non è del settore e non mastica quotidianamente certi argomenti.
Ho anche realizzato che, per come sono fatta, a prescindere da queste nozioni sarebbe stato comunque il modo più adatto a me.

Pensandoci, ho sorriso.

Questa settimana Gio mi ha consigliato una docu-serie su Netflix che ho iniziato e sto consumando lentamente perché è troppo bella è piena di informazioni che voglio assimilare assaporandole, senza foga. Si chiama La mente svelata e ne racconta i meccanismi, un bellissimo lavoro di divulgazione che consiglio a tutti!
Tutto il pippone sulla memoria viene proprio da lì 😉

“Qual è il piatto buonissimo che hai mangiato questa settimana?”

Come vi dicevo, questo mercoledì è stato particolarmente NO, perciò Gio ha deciso di fare qualcosa per tirarmi su: portarmi a mangiare! Sì, mi conosce bene ormai. Beh siamo stati al Pastis, un posto che adoriamo perché si mangia benissimo e ha una selezione di vini favolosa.
Non credo sia necessario dire che questo risotto al tartufo nero sia stato spazzolato in un batter d’occhio.

Questa è decisamente la foto più brutta che ti hanno scattato negli ultimi giorni!

A Padova, stanca di tutte le foto a tradimento.
Nemmeno il gatto sembra molto convinto.

La prossima settimana festeggerò la fine del master in Comunicazione delle Scienze e partirò per Valencia. Il count-down prosegue, siamo a 5 giorni dalla partenza!

E voi, come vi relazionate a voi stessi quando qualcosa non va come vorreste? Siete troppo permissivi, troppo duri o equilibrati? Fatemi sapere questo e tutto ciò che vi viene in mente qui sotto, o nei contatti!

Da questa cronaca giraffina è tutto, alla prossima!

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