Montenegro e ritorno in radio

Cronache di una giraffa pt. 7

Questa settimana è letteralmente volata.
Ci ho messo una mezz’ora per raccogliere in un elenco le cose che sono accadute, ma sono comunque certa di aver perso qualcosa per strada!

Innanzitutto sono felice di dire che ho fatto il mio primo incontro di lavoro, che mi ha lasciato sensazioni positive e un gran sorriso stampato in faccia. Sicuramente il fatto di aver incontrato persone belle ad un evento di design di etichette per alcolici non può che aver contribuito: il vino era delizioso!
Il catering poi a dir poco sublime, ma mi sembrava proprio brutto mettermi a fotografare ogni cosina che mi capitava tra le mani perciò lascerò carpacci di tonno con scorza di arancia, salmone in salsa di cumino e tartare di fassona con capperi alla vostra immaginazione: non odiatemi!

Che dire, un brindisi al primo di quella che mi auguro sia una lunga serie di incontri!

L’indomani era sabato 12 ottobre: autobus, lunga marcia in autostrada e via: Rockin’1000, un evento stupefacente in cui mille – sì proprio mille – artisti si uniscono per suonare una scaletta dall’anima rockeggiante. Quest’anno si è tenuto all’aeroporto di Linate, chiuso da mesi per lavori e riaperto in quell’occasione. Ma dove? Su una pista d’atterraggio, ovvio! Meraviglioso, non ho altre parole per descriverlo!

E poi?

E poi non è assolutamente finita, anzi deve ancora iniziare.

Domenica, ore 16:30, Milano Malpensa: volo per Podgorica, capitale del Montenegro.
Volare sulle Alpi è sempre meraviglioso per me, adoro perdermi nella contemplazione e sì, il posto finestrino è il mio preferito. Una cosa che non mi aspettavo, però, è la vista durante l’atterraggio.

Dovete sapere che a sud del paese, sotto la capitale, c’è il lago più grande di tutta la penisola balcanica. A est, il Montenegro lo condivide con l’Albania. Si chiama Skadar, ed è stato così gentile da accoglierci al tramonto.

Dopo l’atterraggio abbiamo recuperato la macchina a noleggio e via, di corsa verso il minuscolo paesino di Rijeka Crnojevica, che si affaccia sul fiume che sfocia nel lago Skadar. Un gioiellino, a dispetto della terribile stradina per raggiungerlo e degli onnipresenti abbaglianti accesi dei viandanti.

L’alba del giorno dopo:

La vista dal balconcino

La vista dal letto

La prima giornata l’abbiamo dedicata al giro in barca sul lago Skadar, riserva naturale che ospita 270 specie di uccelli e oltre 50 pesci diversi.
Cormorani ed aironi ci hanno accompagnati per tutto il tempo, mentre ci siamo persi i serpenti d’acqua e i pellicani dalmati.
Pensate che ci sono ben 18 specie di pesci che non si trovano da nessun altra parte al mondo, motivo per cui la zona è così protetta e di importanza internazionale.

Punto panoramico. Il fiume che abbiamo percorso per poi immetterci nel lago Skadar.

Tra canneti e ninfee bianche e gialle, sembrava di veleggiare in un’altra dimensione.

Le foto sarebbero troppe da pubblicare, quindi mi tocca stringere e passare subito alle altre due mete principali della vacanza: Kotor e il monte Lovcen.

Kotor è una perla del mediterraneo, piccolo borgo incastonato all’interno della gola delle bocche. La città vecchia risale al periodo romano e le mura si arrampicano lungo la montagna che cade a picco sul mare. Non so spiegare la magia che si prova la sera, quando le folle di turisti rientrano nei loro hotel e sulle navi. Perdersi per i viottoli di pietra è la prima cosa da fare qui: ogni angolo offre scorci d’altri tempi.

Kotor è anche la città dei gatti: se ne trovano almeno due o tre ad ogni angolo, scalino, aiuola e davanzale.
La mia città insomma!

Sul mio Instagram troverete molte più foto, prometto!
Ultimo posto meraviglioso? Il monte Lovcen, 1600 m di altitudine. Una distesa di aceri e foglie da palette autunnale ci hanno avvolti in un turbinio di tornanti e saliscendi che sicuramente non dimenticheremo.
Sulla seconda vetta si trova il mausoleo di Petar II Petrovic-Njegos, il più importante poeta e scrittore montenegrino.

L’aria era freschina ma il sole cocente, un’atmosfera da romanzo fantasy che ha fatto da cornice a panorami stupendi e cibo sempre ottimo ed economico. Il Montenegro è una di quelle mete ancora sottovalutate che però meritano davvero una visita.

Abbiamo finito?
Non ancora!

Questa settimana ho ricominciato anche ad andare in radio, dove quest’anno parlerò soprattutto di scienza applicata al mondo della cucina, proprio come faccio qui.
Il programma su cui vado in onda si chiama Breaking Lab, ed è all’interno di RadioStatale, la radio della Statale di Milano.
La crew è composta da appassionati divulgatori che spaziano dalla fisica all’astronomia, dalla geologia alla medicina. Ci trovate in onda tutti i giovedì dalle 19 alle 19:50 per parlare di curiosità scientifiche a 360°.
I riferimenti sono il sito di RadioStatale e il sito TuneIn.

Indovinate di cosa ho parlato ieri? Del peperoncino e delle sue proprietà! Potete approfondire l’argomento anche qui, sul mio sito 😉
A breve, invece, uscirà il podcast della puntata e il video: seguitemi sui social per tutti gli aggiornamenti!

Questa è decisamente la foto più brutta che ti hanno scattato ultimamente!

Luogo indefinito, credo in treno, in viaggio per andare a laurearmi a Padova. L’espressione indica chiaramente il mio stato di agitazione misto “non riuscirò mai a dormireee!”

Qual è il piatto più buono che hai mangiato in questi giorni?

Il risotto ai frutti di mare con scampi e polpo fresco, a Kotor. Cena in un ristorantino con terrazza sul mare. Magico, a dir poco.

Da questa cronaca giraffina è tutto, alla prossima!

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