Grandi sfide: la gestione del tempo

Cronache di una giraffa pt. 11

L’euforia da “viva l’anno nuovo!” è ormai scemata, lasciando il posto alle montagne di cose idee progetti suppellettili lavori proiettili buoni propositi focacce e cacciaviti che avevamo lì e stavamo tanto rimirando quanto rimandando.

BUON ANNO (di nuovo)!

Insomma per farla breve mi son goduta quasi tre settimane di stacco da lavoro, pur investendolo in cose belle come studiare la SEO e ingozzarmi di divulgazione, ma ora che è il momento di riprendere tutto in mano è un DAAAAAAAAHHHHH perenne nella mia testa.

Quindi che fare?
Inspirare, espirare, iiiinspirare, eeeespirare e NO, non lanciare il telefono dalla finestra e NON TIRARE LE TESTATE AL MURO CHE NON SERVE.

Respiriamo, contiamo fino a tre e ci mettiamo a capire come gestire al meglio tutte le cose che abbiamo tra le mani.

Una sfida quotidiana

1. Innanzitutto non siete soli

Eh no, proprio per niente.

Domanda da dietro le quinte giraffine:
perché ho pensato di scrivere un articolo su questo argomento?
Vabeh lo sapete già, ho esternato immediatamente il mio DAAAAAAHH!

Ma insomma quello che volevo dire è che – proprio come me e voi che avete aperto questo articolo – tantissime persone faticano a gestire il proprio tempo.

Io poi sono patologica nel prendere impegni, una di quelle persone che se non si riempie fin sopra i capelli di progetti da sviluppare, obiettivi sempre nuovi e stimoli diversi… non è soddisfatta.
Inutile dire che poi perdo il sonno per star dietro a tutto, ma sì ok ne guadagno in soddisfazioni immense.

2. Se non sapessi gestire il mio tempo, non sarei qui

Faccio un esempio personale da cui estrapolare un concetto più generale: questo blog, per me, è un modo per dare voce a quello che mi piace veramente.
Nessuno mi paga per scriverci articoli di scienza o di comunicazione, quindi non rientra nelle mie priorità lavorative. Tecnicamente.

Risultato? Spesso, dovendomi dare delle priorità, mi è capitato di trascurarlo.

Ovviamente questo non è né bello né giusto, ma accade a tutti.
Chi non trascura i propri interessi perché non ha alternative nel qui ed ora?
Ecco che, se non sapessi organizzare il mio tempo, non scriverei mai.

Invece eccomi qui, tra una mail di lavoro, un format di divulgazione per una cascina biologica ed una valigia per Londra da preparare, a scrivere un piccolo compendio di sopravvivenza.

3. I fondamentali

Partiamo da alcune considerazioni che normalmente si sconsiglia di scrivere perché contentono negazioni e per questo vengono considerate brutte da leggere: non posso far finta sia una cosa semplice, mi rifiuto dignitosamente!

Non posso dirvi che con un po’ di applicazione tutto andrà al suo posto perché questo esercizio necessita di costanza e consapevolezza che, come sappiamo bene, non sempre sono possibili.

In più, non esiste una ricetta univoca: ognuno trova man mano il suo metodo, quello che più gli si confà, e dunque signori e signore ci dovrete dedicare un po’ di tempo a questa cosa senza perdervi a guardare il telefon-EHI quella notifica può aspettare!

Invece, quello che posso garantirvi è di darvi alcuni importanti input che potrete sfruttare per migliorare.

Voglio dare in tutto tre consigli, così da non appesantire troppo ma fornire gli trumenti iniziali per una vita più organizzata e meno stressata.

4. Primo passo: definisci dove sei

Ecco, primo punto per me importantissimo per organizzarmi la vita.
Cosa stai facendo al momento?

Lavori come dipendente, sei freelance, stai facendo uno stage, studi al conservatorio, sei casaling*?

Quali sono i compiti, i doveri, le attività che conduci attualmente?
Hai dieci progetti da seguire, non fai sport ma vorresti, coltivi un hobby ma vorresti dedicarvi più tempo oppure aggiungerne altri?

Ogni risposta è corretta purché veritiera.

Prima di capire come gestire tutto ciò che abbiamo tra le mani, nell’ottica di poter addirittura aggiungere qualcosa, dobbiamo prendere coscienza di ciò che già c’è.

E allora forza, penna e foglio.
NO, mentalmente non si fa: non lasciamo niente nell’aere, dobbiamo avere visivamente sott’occhio tutto quello che va a formare la nostra quotidianità.

Prendetevi tutto il tempo ed iniziate a scrivere a ruota libera.
Vivetelo come una specie di brain storming con voi stessi in cui scrivere tutto quel che vi viene in mente e che deve essere organizzato. C’è chi inserisce anche i pasti – “cosa cucino domani?” – ma per me personalmente è un po’ eccessivo.
Decidete voi però!

Finito?

Ora lasciate respirare questa lista, mollate il foglio e fate altro, distraetevi. Tornate solo quando questo vortice mentale si sarà raffreddato.
Rileggete la lista. Se non vi rappresenta appieno, aggiungete quanto dimenticato.

5. Facciamo ordine

Secondo step?
Raggruppa in macroaree le varie cose che hai scritto.
Ad esempio, potresti avere le categorie Lavoro, Crescita personale, Sport, Hobbies, Bambini ecc.
Suddividi ogni impegno per tematica insomma.

Già qui potremmo spaventarci dalla mole di cose, è vero.
Ma d’altra parte ci renderemo subito conto del fatto che organizzarle da’ un certo senso di pace e ordine. Con me, se non altro, funziona.

Ma voi, allora, dov’è che volete andare?

6. No all’improvvisazione, sì agli obiettivi

Quando faccio le cose a seconda di quel che mi viene in mente, lascio indietro delle cose e mi dimentico totalmente di altre.
Il peggio, poi, è che così facendo non capisco quanto tempo dedicare ad ogni cosa e ne perdo moltissimo.
Questo non deve accadere.

Allora ci diamo delle priorità, un ordine.
Ogni macroarea da noi scritta è prioritaria di per sé, per cui dovremo dare un ordine agli elementi singoli che sono contenuti in esse.
Per quanto mi riguarda, nella macroarea lavoro alcuni progetti hanno scadenza più breve di altri: dedicherò loro più tempo e nell’immediato.

Un consiglio:
ogni sera, prima di andare a letto, scrivetevi una to-do list, una lista delle priorità da svolgere il giorno dopo. La ordinerete inserendo un po’ tutte le macroaree desigate precedentemente.
Poi, suddividerete il tempo necessario ad ognuna la mattina seguente, quando vi siederete alla scrivania.

Io lo faccio SEMPRE, e mi ripaga moltissimo.

7. I vantaggi dell’essere organizzati

Quello che dobbiamo ottenere è di non farci trovare impreparati.
Per questo, scriversi uno scheletro di impegni può salvarci. I motivi sono svariati:

  • se subentra un’urgenza, non andremo nel pallone: la posizioneremo nella nostra lista senza perdere di vista tutto il resto
  • se sappiamo gestire bene questa fase, avremo parecchio tempo libero a disposizione per rilassarci
  • potremo spulciare la lista e dedicarci a qualcosa come leggere un libro o fare una passeggiata
  • in base agli impegni, possiamo capire se è bene rifiutare o meno una richiesta/un lavoro/un favore/un ulteriore impegno e minimizzare lo stress

A me sembra già moltissimo!

Sono nei tempi oggi?

No. Per quanto questi metodi siano di aiuto, io ammetto di aver già sforato di un’ora il tempo che mi ero data per scrivere questo articolo.
Però vedere, io mi conosco e so che sono un po’ lunga, che sottostimo il tempo che mi serve per concludere i miei impegni.

E allora, non funziona?

Macché!

Ognuno ha il compito di conoscere sé stesso, e per questo poi sarà in grado di mettere una pezza laddove vi sono mancanze: io, in effetti, mi ero lasciata più tempo per fare la valigia successivamente perché in quello, invece, sono una scheggia.

Conoscere te stesso, ricorda, è il primo passo SEMPRE.

Questa è decisamente la foto più brutta che ti hanno scattato ultimamente!

Parliamo di un anno e mezzo fa, per la verità, ma mi è ricapitata sott’occhio e l’ho scelta per il portamento e l’eleganza che trasmetto.

Nesuno è stato maltrattato in questo scatto: l’espressione è di felicità, seppur poco intuibile.

Qual è il piatto più buono che hai mangiato in questi giorni?

Quello è pesto di cavolo nero.

Presto vi parlerò anche di questo nuovo progetto, che riguarda una cascina in mezzo alla campagna bergamasca, una coppia di agricoltori meravigliosi e una cucina genuina e buonissima

Penso a questo pesto da quando l’ho mangiato, a casa loro, accompagnato da un nuonissimo vino bianco fermo e secco.

Buona organizzazione a tutti!
Fatemi sapere come vivete il tempo che avete a disposizione scrivendomi qui nei contatti 😉

Da questa cronaca giraffina è tutto, alla prossima!

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