Tuttoscienza: sigaretta elettronica e Premi Nobel 2019!

Cronache di una giraffa pt. 6

Sta per iniziare un weekend pieno di eventi importanti e la mammifera dal collo lungo si prepara ad affrontarlo. Come? Scrivendo per voi e per se stessa, come ogni settimana!

Gli ultimi giorni sono stati pieni di alti e bassi, tra progetti da strutturare e tempistiche incerte. Io sono una di quelle persone che programmano, che davanti ad un calendario pieno di impegni gioisce e gode del nero-su-bianco. Dopo un paio di settimane di so le cose che verranno ma non so quando avverranno, condizione che non augurerei neanche al mio peggior nemico – se ne avessi uno – finalmente ho potuto mettere a calendario un paio di tasselli e sentire quel senso di compiutezza che tanto mi mancava.

Questa sera ho il mio primo incontro di lavoro da libera professionista e la cosa mi elettrizza quasi quanto la discussione della tesi. Per me è un passo importante, che sancisce l’inizio di un percorso per il raggiungimento di uno dei miei obiettivi: l’indipendenza, la libertà.

Una chiamata di due giorni fa mi ha fatto mettere a calendario anche l’inizio di un corso che ci tenevo molto a fare, a riconferma di quel “non smetterò mai di essere studentessa” di cui vi ho parlato la scorsa settimana.

Il puzzle si sta componendo e provo una sorta di frenesia mista tensione mista felicità mista… ma sì, perché no, anche quella sottile fifa di mettersi in gioco. Una voglia di fare che difficilmente ho provato per un tempo così lungo, continuativamente, nella mia vita. Credo siano questi i segni tangibili del questo è ciò che amo e ciò che voglio fare nella vita.

Questa settimana c’è stato anche un grande cambiamento nelle mie intenzioni, che riguarda un argomento delicato. Sto per parlare di una di quelle cose dichiaratamente sconsigliate quando si studia comunicazione, perché scomoda e potrebbe mettere chi ne scrive in cattiva luce.
Il mio modo di fare comunicazione però prevede alcune personalizzazioni che mi sono scelta, per cui me ne assumo ogni responsabilità con consapevolezza.

Faccio outing: sono una fumatrice da 15 anni. Domenica scorsa parlavo con Gio del fatto che a 30 anni è bene iniziare a pensare di prendersi cura della propria salute in vista di una vecchiaia migliore, così abbiamo deciso di investire su qualcosa che possa migliorare la qualità della nostra vita: IQOS e sigaretta elettronica (anche detta e-cig).

Mi sono documentata approfonditamente sugli studi condotti finora, di cui lascio i riferimenti per chi, come me, fatica ad immaginare di eliminare il vizio da un giorno all’altro ma vorrebbe qualcosa di meno dannoso che possa aiutare man mano a smettere:

Fondazione Veronesi: confronto tra sigarette tradizionali, iqos ed e-cig

AIRC: la sigaretta a riscaldamento del tabacco è meno pericolosa della sigaretta comune?

Non mi dilungherò molto sul contenuto degli articoli, che vi invito caldamente a leggere, ma tirerò un po’ di somme:

  1. I nuovi devices non sono innoqui, inutile girarci intorno
  2. Il rilascio di sostanze tossiche è effettivamente minore rispetto a quello delle sigarette tradizionali
  3. IQOS non aiuta a togliere il vizio, le e-cig hanno questo potenziale.
    IQOS contiene la stessa quantità di nicotina delle sigarette normali, mentre la sigaretta elettronica permette di comprare liquidi con una concentrazione minore di questa sostanza – responsabile dell’assuefazione – e quindi, gradualmente, eliminarla del tutto
  4. Una ricerca pubblicata sull’European Respiratory Journal osserva un’analogia dell’infiammazione delle vie aeree tra nuovi dispositivi e sigaretta tradizionale
  5. Serviranno ancora anni per avere dati definitivi e certi

Insomma, che i nuovi dispositivi facciano meno male delle sigarette tradizionali è ormai piuttosto plausibile, ma lo è altrettanto il fatto che non siano innoqui.
La decisione che ho preso ha dunque due obiettivi: ridurre man mano la necessità di fumare e farmi meno male.
Non ho altre pretese, perché di altre certezze non ve ne sono.
Approccio scientifico fino alla fine, insomma 😀

Spero queste considerazioni possano essere utili a chi è incastrato nel vizio, ma sottolineo di non essere né un medico né di volermi sbilanciare su questi temi. Io ho fatto i miei bilanci e ho scelto la mia strategia!

La medaglia del Premio Nobel

Ma cambiamo argomento, che questa settimana dal punto di vista scientifico è stata particolarmente ricca.
Eh sì, perché sono stati assegnati i premi Nobel! Ho deciso di lasciarvi un piccolo elenco dei vincitori per le materie scientifiche e – anche qui – qualche riferimento per approfondire ognuno di essi qualora vi interessassero! Sveliamoli dunque, i premi Nobel del 2019:

  • Il premio Nobel per la Fisica va per metà a James Peebles, che in vent’anni di studi sulla cosmologia ha posto le basi teoriche per l’attuale comprensione della storia dell’Universo, dal Big Bang ad oggi. L’altra metà del premio è stata assegnata congiuntamente a Michel Mayor e Didier Queloz, che nel 1995 scoprirono il primo esopianeta e lo chiamarono 51 Pegasi b. Gli esopianeti sono pianeti appartenenti ad altri sistemi solari, lontani dal nostro bel Sole.
    Il Nobel per la Fisica a James Peebles, Michel Mayor e Didier Queloz
  • Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato a William G. Kaelin Jr, Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza. Chi sono costoro? Sono coloro che hanno scoperto “come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno”. Detta così potrebbe sembrare poco, ma non lo è: questi meccanismi sono importantissimi per la fisiologia delle cellule e sono coinvolti in molte malattie, comprese anemia e alcuni tipi di tumori. Inutile dire che questa nuova conoscenza contribuirà allo sviluppo di nuove e promettenti terapie.
    Il Nobel per la Medicina a William G. Kaelin Jr, Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza
  • Il premio Nobel per la Chimica lo hanno vinto John Goodenough, Stanley Whittingham e Akira Yoshino, per l’invenzione delle batterie al litio.
    “Hanno reso possibile un mondo ricaricabile” è stata la motivazione della giuria di Stoccolma: la Reale Accademia Svedese per le Scienze. “Con il loro lavoro, i vincitori hanno creato le condizioni per una società senza fili e libera dai combustibili fossili, portando un grande beneficio per la società”.  Questo tipo di batteria è “leggera, ricaricabile e potente. Può immagazzinare quantità importanti di energia eolica e solare”.
    Il Nobel per la Chimica per le batterie ricaricabili agli ioni di litio

“Qual è il piatto buonissimo che hai mangiato questa settimana?”

Sabato scorso sono andata ad un giappo-brasiliano – cose che capita di trovare a Milano – con due amiche e ho provato questa cosa che è un burrito ripieno di riso, salmone, salsa piccante e avocado. Sto ancora sbavando, davvero, l’ho amato nonostante la difficoltà logistica nel mangiarlo!

Questa è decisamente la foto più brutta che ti hanno scattato negli ultimi giorni!

Viaggio di ritorno da Valencia, tanto sonno, mezza malaticcia e… doppi menti? No, tripli.
Perché fingere di essere solo belli e in posa è irreale, ma almeno di auguro non stessi russando.
Qualcuno diceva #stayhuman, così lo dico anche io sebbene non c’entri nulla con l’intenzione di chi ha coniato questo hashtag.

Da questa cronaca giraffina è tutto, alla prossima!

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