La fine di un percorso, Valencia e una nuova voglia di fare

Cronache di una giraffa pt. 5

Le giraffate tornano dopo una settimana di pausa!

Devo dirlo, mi è dispiaciuto molto mancare allo scorso appuntamento. D’altra parte sono stati giorni intensi e pieni in cui mi è stato impossibile mettere mano al PC: mi sono masterizzata lo scorso martedì – il 24 settembre – e dopo aver festeggiato con amici e familiari sono partita per Valencia la notte stessa. Fine del count down dunque… per ora almeno.

Insomma, ho staccato per bene dopo un periodo davvero tosto fatto di tesi, preparazione della discussione, sito e burocrazia varia.

Sento di vivere la fine di un’epoca, quella universitaria. Una parte di me pensa che non sarò più una studentessa, ma l’altra sa perfettamente che non c’è nulla di più falso: è vero, non frequenterò lezioni – forse – ma la verità è che non smetterò mai di imparare e acquisire nuove conoscenze e questo per me è motivo di entusiasmo e motivazione. 

La fine di un’era.. ma anche no insomma.

Ad esempio, per la mia rubrica settimanale #scienceroulette mi dedico ogni settimana alla scoperta di qualcosa di nuovo sul mondo scientifico, che sia una novità o meno, per raccontare quello che trovo più interessante!

Questa settimana sul mio Instagram ho parlato di Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che il 2 di ottobre è diventato il nuovo capitano della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Vi toccherà cliccare sul link per avere maggiori informazioni su questo grande avvenimento. In più vi lascio anche la pagina Wikipedia su Luca Parmitano, per conoscere meglio il suo percorso.

Il viaggio a Valencia è stato bellissimo: io e Gio ci siamo goduti temperature meravigliosamente estive, alcuni miei amici ritrovati – mai persi, in realtà – e cibo muy, muy rico.

Sapevate che rico è il termine spagnolo per definire un cibo gustoso? Non bueno e assolutamente non bonito, semplicemente rico.
Gio non era mai stato a Valencia, così l’ho portato nei miei luoghi: la città delle arti e delle scienze, progettata dall’architetto Catatrava, è uno spettacolo al tramonto.

Una lunghissima passeggiata nel letto prosciugato del fiume Turia, poi ritrasformato in parco. È uno dei miei posti preferiti in assoluto della città: otto chilometri di alberi e campi sportivi che tagliano in due la città, un vero e proprio polmone verde.

Il mercado central, cuore pulsante delle materie prime valenciane, è un altro posto che amo. Un concentrato di profumi e sapori da acquolina in bocca.
Qui abbiamo preso salsa alioli e jamon serrano da portare a casa come ricordo.
Quattro giorni di raffreddore e pellegrinaggi in giro per la città, chiacchiere, aria pulita, spensieratezza. Sono felice di averti ritrovata, Valencia.

Ad ogni modo è arrivato ottobre, con il suo tempo instabile e temperature che da ieri sembrano decisamente più autunnali.

Lo speciale di ottobre è uscito ieri – questa volta con un tempismo perfetto – e oggi mi sono coccolata con uno dei frutti tipici di questo mese.

Volete sapere come aprire e servire una melagrana in un minuto e mezzo? Io l’ho imparato stamattina tramite questo tutorial e mi è riuscito: se ce l’ho fatta io, poco ma sicuro ci riuscirete anche voi!

In più, come consigliato alla fine dello speciale, ieri ho cucinato i petti di pollo con i funghi ed è stato un vero e proprio tuffo nel passato con tanto di lacrimuccia. Ho comprato i funghi porcini secchi da Eataly, li adoro.
Nota per me: la prossima volta userò la panna liquida al posto di quella classica, per una scarpetta più abbondante e duratura.
Quasi dimenticavo: della melagrana e delle sue proprietà ho parlato in una delle mie schede!

Durante il mio percorso ho avuto molto spesso la conferma e riconferma che imparare significa fare: è vero, studiare è importantissimo e senza teoria ci mancherebbero sempre e comunque dei pezzi, ma quando si mettono le mani in pasta è tutto più vero, si fa esperienza, tutto è reale, soddisfacente e più immediato. Stare con le mani in mano, invece, fa perdere cognizione delle cose, del tempo, rischia di far sentire incompetenti e dà l’idea di star sprecando tempo.

Non fraintendete! Le pause riflessive sono utilissime, ma qui non mi riferisco a questo tipo di necessità. Ci tengo a sottolinearlo perché sono una grande fan dei momenti di pausa in cui ci si chiede cosa si sta facendo, dove si sta andando, si tirano le somme, si lima il superfluo e si aggiunge qualcosa che si pensa possa essere utile e così via. Non tolgo nulla di tutto questo, col mio discorso.

Nell’elogio al fare mi riferisco ai momenti in cui la strada è chiara e di fronte a noi, ma non sappiamo bene da dove cominciare perché si sviluppa in intrecci di cose vecchie e nuove e ci sembra tutto… troppo.

Ad oggi ho così tanti progetti in cantiere che all’inizio di questa settimana non sapevo da dove cominciare, così mi sono data delle priorità e ho iniziato a svilupparli. Il risultato? Stanotte ci ho messo un’ora a prendere sonno perché continuavo a pianificare e rimuginare. Le sensazioni erano decisamente positive, ero quasi in fibrillazione. Bellissimo eh, ma il riposo rimane un elemento chiave nella realizzazione dei progetti e dunque un altro consiglio per me – che magari è utile a tutti – è trovare un giusto equilibrio.

Quello stesso equilibrio che poi saremo pronti a distruggere e ricostruire quando ci saranno nuovi sviluppi e prospettive.

E voi? Lo avete trovato il vostro equilibrio o siete in una fase di cambiamenti ed terremoti come me?

“Qual è il piatto buonissimo che hai mangiato questa settimana?”

Ci rinuncio, è impossibile! In due settimane di sfizi e golosità non so davvero scegliere. Ne ho selezionati due, ma comunque non sono abbastanza! Gli altri li terrò come scorta per le prossime settimane, in caso di necessità.

Carpaccio di salmone con fiori di cappero, battuto di pomodoro, filo d’olio e uova di pesce
La paella, piatto di origine valenciana nella sua versione tradizionale di terra: taccole, pollo, coniglio e lumache

Questa è decisamente la foto più brutta che ti hanno scattato negli ultimi giorni!

Strano ma vero, non ne ho trovata nemmeno una… semplicemente perché non ne ho fatte, ma ne ho pubblicata una piuttosto eloquente su Instagram che mi sembra più che giusto riportare.

Da questa cronaca giraffina è tutto, alla prossima!

Ti è piaciuto questo articolo? Aiutami a divulgare la conoscenza!

E tu cosa ne pensi? Condividi la tua opinione e parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *